Certificato medico e defibrillatore – legge Balduzzi

Sulla Gazzetta Ufficiale del 20 luglio 2013 n.169 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 24 aprile 2013 sulla salvaguardia della salute dei cittadini che praticano attività sportiva non agonistica o amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.

CERTIFICATO MEDICO per le A.S.D.

Per quel che riguarda i certificati per l’attività sportiva non agonistica, on il Decreto Balduzzi viene introdotto l’obbligo per le persone che svolgono attività organizzate dal Coni o da società affiliate alle Federazioni o agli Enti di promozione sportiva come la Libertas. Per chi partecipa ad attività ad elevato impegno cardiovascolare come manifestazioni podistiche oltre i 20 km o le gran fondo di ciclismo, nuoto o sci verranno effettuati accertamenti medici supplementari.

Per i defibrillatori, le società sportive dilettantistiche e quelle sportive professionistiche dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio. Le società dilettantistiche hanno 30 mesi di tempo per adeguarsi, quelle professionistiche 6. I corsi di formazione per l’utilizzo del defibrillatore sono effettuati dai Centri di formazione accreditati dalle singole Regioni.

Gazzetta ufficiale del 20 Luglio 2013

AGGIORNAMENTI:

10 Giugno 2016

aggiornamento CIRCOLARE CONI del 10 Giugno 2016

8 Agosto 2014

Leggi qui l’articolo sulle nuove LINEE GUIDA

30 Ottobre 2013:

Passa con 174 sì, 53 no e un astenuto il decreto sulla Pubblica Amministrazione che ha norme per la riduzione delle spese, la mobilità e l’efficienza amministrativa. Il decreto è stato convertito in legge un giorno prima della sua decadenza.

Sul versante dei certificati per l’attività sportiva non agonistica è previsto che questi “sono rilasciati dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti, o dal medico specialista in medicina dello sport ovvero dai medici della Federazione medico- sportiva italiana del Coni”. Ai fini del rilascio di tali certificati, i “medici si avvalgono dell’esame clinico degli accertamenti incluso l’elettrocardiogramma, secondo linee guida approvate con decreto del Ministro della salute, su proposta della Federazione nazionale degli ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, sentito il Consiglio superiore di sanità. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Settembre 2013:

Il Ministero della Salute, interpellato su come applicare le norme del decreto “Fare”, in merito alla certificazione sportiva non agonistica e all’obbligo dell’elettrocardiogramma chiarisce che sta alla “discrezionalità del medico certificatore ravvisare la necessità o meno di prescrivere ulteriori esami clinici, come l’elettrocardiogramma”

 

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Prorogato al 30 Novembre 2016 l’obbligo dei defibrillatori per le associazioni sportive

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ed il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti hanno firmato il decreto, datato 19 luglio 2016, che proroga al prossimo 30 novembre – per le associazioni e le società sportive dilettantistiche – l’entrata in vigore dell’obbligo di dotarsi di defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) e di garantire la presenza di collaboratori formati che sappiano utilizzare gli apparecchi nelle emergenze. Il decreto del Dicastero della Salute è in corso di registrazione e di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

 

ARTICOLO sull’obbligo del DEFIBRILLATORE da fiscosport.it –Barbara AGOSTINIS Avvocato in Pesaro e Docente Diritto dello Sport Univ. Urbino:

Salvo un diverso termine previsto dalle leggi regionali, entro il 1° gennaio 2016 le associazioni sportive dilettantistiche dovranno dotarsi di defibrillatore semiautomatico, ad eccezione degli enti che svolgono attività sportive con ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili. La definizione esemplificativa delle associazioni dilettantistiche esonerate da un simile obbligo mediante il riferimento agli “sport assimilabili”, tanto caro al decreto Balduzzi, sicuramente si rivelerà foriera di dubbi per gli interpreti, considerata la difficoltà di delineare un simile concetto.

Il legislatore, dopo avere imposto alle associazioni di dotarsi del defibrillatore semiautomatico e di curarne la manutenzione, ha consentito alle società, le quali operano in uno stesso impianto sportivo, ivi compresi quelli scolastici, di associarsi ai fini dell’attuazione di un simile obbligo, e ha statuito che le società “singole o associate possano demandare l’onere della dotazione e della manutenzione del defibrillatore semiautomatico al gestore dell’impianto attraverso un accordo che definisca anche le responsabilità in ordine all’uso e alla gestione”.
Al fine di offrire la massima tutela della salute degli atleti, ha, infine, imposto alle associazioni che utilizzano (temporaneamente o permanentemente) un impianto sportivo di assicurarsi della presenza e del regolare funzionamento del dispositivo.

Nella medesima ottica di salvaguardia della salute dei praticanti attività sportiva, il legislatore auspica la più ampia diffusione e utilizzo dei defibrillatori semiautomatici anche da parte di soggetti non obbligati ex lege, sottolineando l’opportunità di “dotare, sulla base dell’afflusso di utenti e di dati epidemiologici, di un defibrillatore anche i luoghi quali centri sportivi, stadi palestre ed ogni situazione nella quale vengono svolte attività in grado di interessare l’attività cardiovascolare, secondo quanto stabilito dal D.M. 18 marzo 2011, punto B.1 dell’allegato”.

Gli enti obbligati a dotarsi di defibrillatore sono invero tenuti anche a garantire la presenza di personale adeguatamente formato all’utilizzo del dispositivo. L’individuazione dei soggetti da formare verterà prevalentemente su coloro che “per disponibilità, presenza temporale nell’impianto stesso e presunta attitudine appaiono più idonei a svolgere il compito di first responder”, mentre il numero di persone da formare “è strettamente dipendente dal luogo in cui è posizionato il DAE e dal tipo di organizzazione presente. In ogni caso si ritiene che per ogni DAE venga formato un numero sufficiente di persone”.

In merito alla formazione, è opportuno ricordare che per il personale formato deve essere assicurata l’attività di retraining ogni due anni.

Lettera del COMUNE DI PADOVA per utilizzo del DEFIBRILLATORE presso impianti sportivi Comunali

 

 

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