Spazio Con Tatto

Spazio Con Tatto

Ed ecco cosa ci ha spedito la nostra associazione Spazio Con Tatto. “Quando decidemmo di gestire ci accorgemmo di

avere tutti una comune meta: il nostro lavoro sarebbe stato guidato e sostenuto da un’idea.

Quella, cioè, che divenisse il Luogo nel quale le persone potessero sentirsi libere e a proprio agio, potessero essere accolte, ascoltate, seguite.

Dove il concetto di “prendersi cura” non fosse finalizzato al vendere, ma al crescere, dove la nostra professione, ed il suo maturare, fosse messa a disposizione della

persona come tale e non come “cliente”.

Una sfida avvincente, affatto scontata oppure facile da sostenere commercialmente, nella quale però

crediamo fermamente perché, secondo noi, è la sola che porta a costruire qualcosa che abbia davvero a che fare con il benessere, … non solo nostro.

Perché uno Spazio Con Tatto: Perché si possa pensare che sarebbe bello se anche fuori…Perché si possa dire “ ma allora è possibile…” Perché non mi arrendo ad un sistema che massifica. Perché possa essere un sasso nello stagno.

Perché ad altre Persone venga voglia di provarci.

Perché dovrà pur poter essere possibile.

Uno spazio dove le Persone si sentano a casa, con le difficoltà, ma con il calore della casa.

Uno spazio dove le Persone vengano a prendersi un caffè o due minuti di silenzio senza “pagare” per questo, ma solo per il gusto di farlo e perché, in cuor loro, sanno di poterlo fare.

Uno spazio dove poter fare domande, ma dove non necessariamente ricevere risposte.

Uno spazio ricco di dignità, di idee, di Persone, di proposte, di cultura, di Forme, di unicità e povero di esteriorità, giudizi, mode di massa.

Un pensiero: La consapevolezza che le mie molecole, oggi organizzate ed assemblate in questo modo per darmi la Forma che mi appartiene, sono appartenute prima che a me, ad altre Forme, viventi e no, è forte.

Nella notte dei tempi esse erano compresse a tal punto da

confondersi con quelle di qualsiasi altra Forma esistente.

Poi, strade diverse ci hanno separato, storie diverse ci hanno

formato ma il “magma iniziale” è unico.

Amare l’altro non è una possibilità di essere buoni, un compito assegnatoci dalla religione, un principio etico, un problema di giustizia e coscienza sociale, è la consapevolezza che siamo l’altro, che siamo solo una parte del Tutto, è

la nostalgia delle molecole della mia Forma per le mie molecole delle altre Forme.

Questa non è una mia idea.

Questo non è facile in ogni momento da praticare,

ma quando ci penso davvero, diventa un motore potente.”

Tutte le info sull’A.S.D. su http://www.spaziocontatto.net/

 

 

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